Pubblicato 22 Ottobre 2014 Visite: 1424
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La ristrutturazione di casa avverrà senza più bisogno di autorizzazione del Comune. E' la norma più significativa, per il cittadino medio, contenuta nel tanto atteso "Sblocca Italia", il decreto legge su opere pubbliche ed edilizia.

Oltre ai quasi 4 miliardi messi sul piatto per rilanciare i cantieri, che nelle parole di Matteo Renzi dovrebbero dare il via ad un giro d'affari di 10 miliardi, il dl prevede che per i lavori di ristrutturazione privati basti la comunicazione all'autorità comunale, senza più attendere la trafila burocratica dell'autorizzazione.

Stop sugli sgravi per chi compra - Un'altra misura molto attesa è stata invece rinviata alla legge di stabilità. E' quella sulla proroga degli sconti fiscali sulle ristrutturazioni, mentre nel governo si proverà ad inserire all'ultimo nel decreto lo sconto Irpef per chi compra una casa nuova e la dà in affitto a canone concordato per 8 anni. Una mossa, questa, che secondo i costruttori potrebbe portare allo Stato un guadagno di 227 milioni di euro tra acquisti e Tasi. Dagli oltre 80 articoli della bozza del decreto Sblocca Italia, ne sono rimasti 50. C'è però un punto importante proprio sui cantieri: le opere devono cominciare entro 12 mesi oppure i soldi dovranno essere restituiti allo Stato.

Partecipate: tutto rinviato - Rinviato alla legge di stabilità anche il pacchetto, molto complesso, sulle società partecipate dagli enti locali, uno dei punti chiave della spending review proposta dal commissario Carlo Cottarelli. Tra qualche settimana, dunque, si tornerà a parlare di incentivi alla quotazione in Borsa, aggregazioni e cancellazione di 1.250 aziende non più operative ma che ancora gravano sulle casse degli Enti locali (dunque, dei contribuenti): "C'erano alcune norme pronte, altre no - ha spiegato il sottosegretario Graziano Delrio -, e abbiamo deciso di affrontarle organicamente nella legge di Stabilità". 

 

 

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