Pubblicato 15 Settembre 2014 Visite: 2544
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E’ il venditore a fare credito direttamente al compratore, ma esiste anche la “condizione risolutiva di inadempimento".

E’ dall’inizio dell’anno che si susseguono i “segnali positivi” di una ripresa del mercato italiano dei mutui, se non nell’erogazione almeno nella domanda da parte delle famiglie. Continua però a farsi sentire il peso degli anni di crisi, con gli istituti di credito che, pur allentando le condizioni di accesso al credito, rimangono restie a concedere mutui per l’acquisto di un’abitazione.

E’ in questo quadro che sono nate (o, più spesso, sono state riscoperte) formule di contratto "alternative", che permettono di compravendere case scavalcando il ruolo della banca. Oltre all’ormai famoso affitto con riscatto, ci sono altre tipologie di contratto, anche regolate dal nostro ordinamento, ma spesso sconosciute. Una di queste è quella nota (per chi la conosce) come “riservato dominio”.

Vendita con riserva di proprietà
La vendita con riserva di proprietà è anche nota come “patto di riservato dominio”. Ma che cos’è? E’ una delle numerose e poco conosciute formule alternative per comprare e vendere un immobile. Ecco come funziona: l’acquirente, spiega Il Sole 24 Ore dello scorso 31 luglio, entra in possesso della casa all’atto del rogito (come in un normale contratto di compravendita), ma ne diventa effettivo proprietario solo alla fine del versamento di tutte le rate. E’ come se pagasse un mutuo e, qualora smettesse di versare le rate, il venditore fa dichiarare al giudice la risoluzione del contratto, e la liberazione dell’immobile non è soggetta alle sospensioni e ai rischi tipici degli sfratti. Nel caso il contratto si risolva per inadempimento dell’acquirente, il venditore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso per l’uso del bene. Nel contratto può essere già chiarita quale sia la somma che il venditore avrà facoltà di trattenere per ogni mese di occupazione.

Vendita con condizione risolutiva di inadempimento
Nel caso, invece, il venditore intenda cedere subito l’abitazione mantenendo però un pagamento a rate, il contratto diventa di “vendita con condizione risolutiva di inadempimento”. In questo caso, il compratore diventa immediatamente proprietario della casa, pagando un piccolo anticipo e saldando il resto dell’importo con un versamento mensile da locazione. La differenza principale, rispetto al “riservato dominio”, è che si può innestare l’impegno che, appena si creino le condizioni, venga trovato un istituto disposto a concedere il mutuo sostituendosi al venditore. Anche per la “vendita con condizione risolutiva”, comunque, in caso di inadempienza del compratore, l’immobile torna al venditore e le rate sono restituite solo in parte.

 

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