Pubblicato 20 Febbraio 2014 Visite: 2028
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Buone notizie per i giovani che vogliono una famiglia e un appartamento dove vivere, magari senza il solito ombrello finanziario di papà e mamma: avanza la casa low cost, o anche casa Non sprecare. In tutta Italia, purtroppo in particolare al Nord, si mettono in campo risposte concrete, pratiche e veloci, per affrontare il drammatico problema del caro-affitti e per rilanciare il settore dell’edilizia, oggi boccheggiante.

Vi racconto due esempi, recentissimi.

Nella provincia di Treviso si è formata una rete sul territorio con la Confartigianato, una trentina di imprese, le banche locali e ben undici amministrazioni comunali. Che cosa fanno, insieme? Realizzano case low cost, innanzitutto attraverso un taglio netto delle procedure burocratiche che impediscono, anche quando i suoli sono edificabili, la costruzione di nuovi appartamenti. E ancora: nella nuova edilizia di marca veneta si utilizzano buoni materiali, innovativi dal punto di vista della qualità e dei prezzi, e le banche danno ossigeno all’intera filiera dell’edilizia garantendo mutui per gli acquisti a tassi non superiore al 3 per cento.

Il risultato finale è che le prime villette bifamiliari, ormai pronte per essere abitate, hanno un costo totale di 150 mila euro rispetto ai 250 mila del mercato, cioè mille euro al metro quadrato. Numeri possibili, specie se il mutuo non è strozzinaggio, per chi volesse comprare la casa low cost, avendo uno stipendio “normale” e qualche risparmio da mettere sul tavolo. Un altro taglio agli sprechi di questo nuovo modello di edilizia-sistema è quello dei tempi dei cantieri per le costruzioni: non possono durare più di sei mesi, e ciò grazie alla collaborazione dei sindaci e delle giunte comunali che devono garantire efficienza e trasparenza nei vari iter amministrativi.

 

Dalle vendite agli affitti, e da Treviso a Milano. Nel capoluogo lombardo è stato appena ultimato un intero mini-quartiere (edilizia pubblica e popolare) ispirato ai contenuti della casa Non sprecare. Si tratta di quattro palazzi, ciascuno di nove piani, con 123 appartamenti, nella zona di San Siro, a poca distanza dallo stadio. Qui l’affitto di un appartamento di 75 metri quadratinon costa più di 450 euro al mese (rispetto al prezzo di mercato di 1.000 euro al mese). E la chiave del cambiamento è ancora una volta rappresentata da una rete locale: il comune di Milano, al quale spetta tra l’altro la regia per l’assegnazione delle case attraverso delle regolari graduatorie, le fondazioni bancarie che hanno sostenuto il progetto low cost dal punto di vista finanziario, imprese edili e professionisti che hanno realizzato il mini-quartiere.

Molto interessante, nel caso di Milano, il cambiamento copernicano dal punto di vista dei materiali: nel quartiere di San Siro, infatti, si vede legno, molto legno. Tanto che già si parla si “case Ikea”. Noi preferiamo chiamarle case Non sprecare.

 

www.nonsprecare.it

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