Pubblicato 28 Gennaio 2014 Visite: 1260
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I contribuenti italiani che usufruiscono del 19% sulle detrazioni fiscali possono stare tranquilli. Sono saltati, infatti, i tagli previsti con la clausola di salvaguardia contenuta nella legge di stabilità 2014. Nessuna riduzione al 18%, quindi, sugli interessi passivi e gli oneri accessori sui mutui ipotecari. Peccato però che i tempi per i rimborsi si fanno sempre più lunghi con la legge di stabilità, infatti, il governo ha introdotto alcune novità non di poco conto sul fronte del rimborso delle detrazioni.

 

Secondo quanto stabilito dalla legge, con effetto retroattivo, i contribuenti che nell'anno fiscale 2013 hanno maturato 4.000 euro o più di rimborsi, non li riceveranno più nella busta paga (o nel cedolino della pensione) del prossimo mese di luglio, ma li vedranno accreditati solo quando, dopo sei mesi, l'agenzia delle entrate avrà verificato il loro diritto a percepirli in parole povere quel che cambia è questo: se prima la legge stabiliva che il mese successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi le detrazioni potessero essere accreditate direttamente in busta paga o con la pensione, adesso è necessario attendere che il fisco abbia compiuto tutti gli accertamenti necessari per protestare contro questa nuova disposizione. L'associazione altroconsumo ha deciso di inviare al presidente del consiglio Enrico Letta e al ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni una lettera con alcune proposte a riguardo e di raccogliere le firme per una petizione con la quale chiedere che i rimborsi continuino a essere erogati secondo le procedure previste finora lanciando la petizione online, altroconsumo ha fatto sapere: "a partire dal 2014, con effetto sui modelli 730 del 2013, se il credito d'imposta scaturito dalla dichiarazione supera la soglia dei 4mila euro, potremmo non trovarlo sulla busta paga di luglio o sulla pensione di agosto. L'Agenzia delle Entrate, infatti, potrebbe bloccare il rimborso per almeno sei mesi, in modo da effettuare i controlli ed erogare il rimborso successivamente. Questo significa che se hai fatto grosse ristrutturazioni edilizie (per altro incentivate in ogni modo dallo stato), se eroghi assegni all'ex coniuge, se hai sostenuto spese per disabili, se mantieni un disabile, un anziano in casa di riposo o se hai pagato acconti in eccesso, perché hai cambiato lavoro, potresti non ricevere il rimborso nei tempi normali, ma dover aspettare fino al 2015".

Ecco la comunicazione ufficiale di Palazzo Chigi, con cui è stato annunciato il blocco dell'automatica riduzione delle aliquote sulle detrazioni fiscali: "il governo ritiene che la sede più opportuna per esercitare l'intervento di razionalizzazione delle detrazioni, così come previsto dal comma 575 della legge di stabilità 2014, sia la delega fiscale attualmente in approvazione in parlamento. a tal fine, anche con l'obiettivo di evitare qualsiasi ulteriore aggravio fiscale, il governo provvederà, con apposito provvedimento, ad abrogare il comma 576 della legge di stabilità 2014 e di conseguenza non vi sarà alcuna riduzione delle detrazioni attualmente in vigore. La copertura sarà assicurata incrementando gli obiettivi di risparmio previsti dalla revisione della spesa aggiungendovi, pertanto, le cifre stabilite nel comma 575 della stessa legge".

 

www.idealista.it

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